Lavoro e disoccupazione: questioni di misura e analisi

 

Cofinanziamento MURST 1997

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Base di partenza scientifica nazionale o internazionale

Il quadro comune della letteratura scientifica è costituito da modelli e metodi che consentono di trattare dati affetti da errori di misura. In modo più o meno marcato, questa ampia classe di modelli/metodi si specializza in relazione all'oggetto dello studio - il mercato del lavoro - e alle particolarità dei modelli strutturali di interesse - aggregati dinamici, di flussi, alla scala micro (a scelte discrete statici, a scelte discrete dinamici, di durata) -. Si danno quindi riferimenti differenziati per i diversi filoni tematici del programma di ricerca, rispetto ai quali si evidenzia anche la base di partenza rappresentata dai contributi dei partecipanti al programma.

In tema di analisi della dinamica di medio-lungo periodo del lavoro e della disoccupazione, la modellistica di interesse è rappresentata soprattutto da modelli per serie storiche strutturali (A.C. Harvey, 1989, Forecasting, structural time series models and the Kalman Filter, Cambridge, Cambridge University Press) e da modelli bayesiani dinamici (M. West e J. Harrison, 1989, Bayesian forecasting and dynamic models, New York, Springer-Verlag), e da loro particolari caratterizzazioni per l'analisi della crescita economica (R.E. Lucas, 1988, "On the mechanics of economic development", Journal of Monetary Economics, 22). Entro questo quadro, i lavori di G. Masarotto e U. Trivellato (1984, "Un metodo per il raccordo delle serie regionali sulle forze di lavoro senza informazioni estranee, Economia & Lavoro, 17 (4)), di T. Di Fonzo e P. Gennari (1987, Le serie storiche delle forze di lavoro per il periodo 1984.1-92.3: prospettive e problemi di ricostruzione, Università di Padova, mimeo.) e di M. Forni e S. Paba (1996, Economic growth, social cohesion and crime, Università di Modena, mimeo.) danno apporti apprezzabili nella direzione degli specifici argomenti che si affronteranno nel programa di ricerca.

L'esame delle potenzialità e dei limiti di fonti amministrative per la misura e l'analisi della partecipazione al lavoro ha conosciuto notevoli avanzamenti grazie al lavoro di Contini e associati sulle basi di dati INPS (vedi, ad esempio, B. Contini, L. Pacelli e R. Revelli, 1994, "Struttura occupazionale e retribuzioni dai dati individuali degli archivi INPS", in U. Trivellato (a cura di), Norme e metodi sul mercato del lavoro. Vol. III, Roma, Cnel). Quanto ai dati del Ministero del Lavoro sul collocamento/avviamento al lavoro, una promettente esperienza-pilota di informatizzazione, e di conseguente utilizzazione dei dati a fini di analisi, è stata avviata dall'Agenzia dell'Impiego del Veneto col progetto NETLABOR (vedi Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Netlabor: dall'informatizzazione degli Uffici del Lavoro al monitoraggio del mercato del lavoro locale, Roma, 1996).

Sulle strategie di misura della partecipazione al lavoro, alcuni partecipanti al programma di ricerca vantano una rilevante esperienza, che è ben documentata dagli studi condotti sulla rilevazione trimestrale delle forze di lavoro (U. Trivellato (a cura di), 1991: vedi al punto 12), nonché dalle esperienze di disegno/conduzione di "surveys" sulla transizione dalla scuola alla vita attiva (G. Ghellini, S. Lauro e A. Lemmi, 1993, "The transition from school to working life: a longitudinal approach", Statistica, 53).

Per la classe di modelli di interesse - essenzialmente modelli di flussi, modelli a scelte discrete dell'offerta di lavoro e modelli di durata -, la lettura è quanto mai vasta: basterà qui rimandare a R. Blundell, J. Ham e C. Meghir (1997), "Unemployment and female labour supply", The Economic Journal, 97, ed a T. Lancaster (1990), The econometric analysis of transition data, Cambridge, Cambridge University Press. In quest'ambito, gli apporti che nell'ultimo decennio hanno forniti partecipanti al programma di ricerca sono di assoluto rilievo: vedi i lavori di Contini ed associati (punto 11 del modello B di Torino), di Lalla ed associati (punto 11 del modello B di Modena), di Lemmi ed associati (punto 11 del modello B di Siena) e di Trivellato ed associati (punto 11 del modello B di Padova). E' il caso di ricordare inoltre alcuni altri lavori di componenti l'Unità di Ricerca di Padova: E. Rettore (1993), "Institutional constraints on the working week length, fixed costs and female labour supply", Statistica, 53; E. Rettore e N. Torelli (1994), "La stima dei modelli per dati di panel mediante informazioni sezionali ripetute", Atti della XXXVII Riunione Scientifica della SIS, Roma, CISU, 1994, vol. I; N. Torelli e C. Skinner, "Measurement error and the estimation of gross flows from longitudinal economic data", Statistica, 53, 1993.

Lo stato dell'arte in tema di metodi di valutazione dell'impatto di politiche è ben riassunto dalle monografie di C. Manski (1995), Identification problems in the social sciences, Cambridge (Mass.), Harvard University Press, e di P. Rosenbaum, Observational studies (1995), New York, Springer-Verlag. Approfondimenti e sviluppi da parte di partecipanti al programma, con specifica attenzione al mercato del lavoro italiano, sono in: A. Martini (1993), "Evaluating the effectiveness of employment programs: can existing statistical methods be applied to the Italian labor market and inistitutional context?", Statistica, 53; A. Martini e U. Trivellato (1997; vedi al punto 12); E. Rettore, E. Battistin e A. Gavosto, "Politiche industriali e nuove forme di occupazione. Un'analisi su dati INPS", relazione invitata al Convegno SIS "La statistica per l'impresa", Torino, 1997.


 

Info: anna.giraldo@unipd.it