Occupazione e disoccupazione in Italia: misura e analisi dei comportamenti

 

Cofinanziamento MURST 1999

I Progetti | 1997 | 1999 | 2001 | 2003 | 2005 


Base di partenza scientifica nazionale o internazionale

Gli immediati precedenti del programma di ricerca, che ne costituiscono anche la specifica base di partenza, sono in una ricerca attualmente in corso, "Lavoro e disoccupazione: questioni di misura e di analisi", cofinanziata dal Murst nel 1997, che vede impegnate le Unità di Padova, Siena e Torino (nonché due altre Unità, non coinvolte nel presente programma). Inoltre, l'Unità di Padova ha precedenti di ricerca decennali sulla misura e la modellazione della partecipazione al lavoro da 'surveys'; quella di Siena ha una consolidata esperienza di ricerca sull'analisi della transizione scuola-lavoro e su metodi di analisi delle condizioni di vita; quella di Torino ha alle spalle un investimento pluri-decennale su basi di dati amministrativi e su approfondimentoi modellistici in tema di 'turnover' dei posti di lavoro, mobilità dei lavoratori e dinamiche retributive; quella di Venezia viene da un intenso impegno triennale sul tema della mobilità del lavoro del veneto a partire dagli archivi Inps.

Nel seguito, la base scientifica di partenza del programma è delineata distintamente per le cinque aree tematiche.

(A) ANALISI DEI PROCESSI DI MOBILITÀ, MOBILITÀ RETRIBUTIVA E FLESSIBILITÀ

L'esame di potenzialità e limiti di fonti amministrative per la misura e l'analisi della partecipazione al lavoro ha conosciuto notevoli avanzamenti. Un aggiornato quadro delle stato dell'arte è in Autori Vari (1998).

Per l'Italia, un decisivo impulso è venuto dal lavoro di Contini e associati sugli archivi di lavoratori e imprese dell'Inps: per un quadro generale, vedi Contini e Revelli (1992); per approfondimenti recenti, vedi i riferimenti a Contini e associati nella bibliografia che segue e in quella dell'Unità di Torino.

(B) LA PARTECIPAZIONE AL LAVORO DALL'ARCHIVIO DI NETLABOR

Con riguardo ai dati del Ministero del Lavoro, una promettente esperienza-pilota di informatizzazione è stata avviata dall'Agenzia dell'Impiego del Veneto con Netlabor: un software per la gestione delle informazioni raccolte presso gli uffici periferici del Ministero del Lavoro (Sezioni circoscrizionali per l'impiego: nel seguito, Scica), ora utilizzato in circa il 70% delle Scica italiane. Il software gestisce in maniera automatizzata ed integrata le procedure relative al collocamento/avviamento al lavoro (vedi Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, 1996). Attualmente, alcuni componenti dell'Unità di ricerca stanno completando uno studio-pilota sulle 11 Scica delle province di Belluno e Treviso, incentrato sulla valutazione della qualità dei dati e sulla costruzione di una base di dati integrata, la quale consenta un'agevole utilizzazione dei dati a fini statistici, e in particolare la ricostruzione di storie lavorative individuali (Gambuzza e Rasera, 1999; Bassi, 1999). Lo studio ha vagliato in maniera accurata le potenzialità informative di Netlabor, che appaiono di interesse soprattutto per tre elementi:

  1. la quantità e il dettaglio di informazioni raccolte sui rapporti di lavoro posti in essere,
  2. l'aggiornamento dell'archivio in tempo continuo e
  3. la possibilità di collegare ciascun lavoratore all'impresa nella quale è avviato.

(C) MISURA E ANALISI DELL'OCCUPAZIONE E DELLA DISOCCUPAZIONE SULLA BASE DI 'SURVEYS'

La misura della partecipazione al lavoro, e in particolare della disoccupazione, è questione che ha una lunga storia ed è tuttora controversa (una recente puntualizzazione è in Green, 1995). Alcuni componenti dell'Unità di ricerca vantano una rilevante e consolidata esperienza sull'argomento (Trivellato, 1991). Più recentemente, hanno condotto analisi dell''attachment' al mercato del lavoro incentrate sulla misura della disoccupazione (Rettore, Torelli e Trivellato, 1993; Rettore e Trivellato, 1993 e 1998). Inoltre, attualmente alcuni componenti dell'Unità di ricerca stanno completando l'elaborazione di una proposta operativa di indagine suppletiva alla RTFL che si caratterizza per l'impiego di un approccio 'time-use' alla misurazione della partecipazione al lavoro e mira in particolare a cogliere anche l'occupazione 'sommersa' (Campostrini, Giraldo, Parise e Trivellato, 1999). A seguito di una convenzione di ricerca con l'Istat, lo strumento sarà saggiato in un'indagine-pilota, estesa a tre province, che sarà svolta immediatamente dopo la RTFL di ottobre 1999.

Nell'ambito degli sviluppi in chiave di analisi dinamica della partecipazione al lavoro, i filoni di interesse basati su campioni panel ottenuti da 'surveys' nazionali attengono a:

  1. modellazione della durata della disoccupazione. Su queste tematiche, alcuni componenti del gruppo di ricerca hanno attivamente lavorato nel corso degli ultimi anni, con attenzione soprattutto alla specificazione e stima di modelli che tengano realisticamente conto delle caratteristiche dei dati disponibili (Torelli e Trivellato, 1993a e 1993b; Paggiaro, 1999);
  2. analisi delle interrelazioni fra partecipazione al lavoro e condizioni di povertà/disagio sociale. Recenti contributi, incentrati sulla dinamica della povertà e le sue determinanti, sono in Jarvis e Jenkins (1997) e Hills (1998). Nell'ambito dell'Unità di ricerca, vi sono i contributi di Rettore e Rizzi (1996) e Trivellato (1998);
  3. possibilità di valutazione dell'impatto di selezionate politiche del lavoro. Lo stato dell'arte in tema di metodi di valutazione dell'impatto di politiche è ben riassunto dalle monografie di Manski (1995), Mohr (1995). Approfondimenti e sviluppi da parte di componenti dell'Unità di ricerca, riferiti a politiche attive del lavoro poste in essere in Italia, sono in Battistin, Gavosto e Rettore (1998) e Trivellato e Franceschini (1998).

Inoltre, si approfondiranno questioni di misurazione e modellazione della transizione giovanile al lavoro, utilizzando basi di dati longitudinali a livello regionale (Lombardia e Toscana). Sulla modellazione della transizione dalla scuola al lavoro, un importante contributo è di Andrews e Bradley (1997). Recenti contributi sull'argomento di componenti dell'Unità di Siena includono Ghellini e Trivellato (1996), Bernardi e Ghellini (1997) e Bernardi, Ghellini e Penello (1999).

(D) INTEGRAZIONE DI DATI DA FONTI DIVERSE

Il problema dell'integrazione di informazioni da fonti diverse si pone innanzitutto alla scala aggregata. In quest'ambito, viene in rilievo l'impiego e/o lo sviluppo di tecniche di calibrazione, per ottenere stime di aggregati e distribuzioni che rispettino vincoli forniti da un'altra fonte. Un importante contributo all'uso di tecniche di calibrazione per stime dell'occupazione e della disoccupazione è in Steel (1997). Le tecniche di calibrazione sono state recentemente proposte anche quale strumento per correggere eventuali distorsioni dovute a errori non campionari (Skinner, 1998). Un analogo filone si è evoluto riguardo alla stima di modelli econometrici in presenza di vincoli derivanti da altra fonte ed è ben riassunto in Imbens e Lancaster (1994).

Alla scala micro l'integrazione di dati da fonti diverse si pone a livello dei records individuali. A questo riguardo, alcuni componenti dell'Unità di ricerca in collaborazione con l'Istat (nell'ambito della convenzione già menzionata), sono attualmente impegnati in un progetto-pilota di abbinamento dei records individuali di un sotto-campione della RTFL con i corrispondenti records individuali (eventualmente) presenti negli archivi dei lavoratori dell'Inps.

E) ANALISI DI SEGMENTI DEBOLI DEL MERCATO DEL LAVORO

Il comportamento dei 'segmenti deboli' costituisce uno degli aspetti distintivi del funzionamento del mercato del lavoro italiano. Nel nostro Paese, individui e famiglie in condizioni di povertà/disagio sociale, e segnatamente donne e giovani sono di gran lunga più colpiti dalla disoccupazione che non nella gran parte dei Paesi sviluppati - europei e non -.

In merito alle interrelazioni fra partecipazione al lavoro e condizioni di povertà/disagio sociale, recenti contributi, incentrati sulla dinamica della povertà e le sue determinanti, sono in Jarvis e Jenkins (1997) e Hills (1998). Lavori sul tema sono stati svolti da componenti delle Unità di Padova e di Siena: vedi Ghellini, D'Agostino e Neri (1996), Rettore e Rizzi (1996), Trivellato (1998) e Lemmi (1999).

Quanto alla segmentazione del mercato del lavoro e alla discriminazione di segmenti deboli, vedi Biffl (1997) e Rubery, Fagan e Meier (1997) e i contributi di componenti l'Unità di Venezia (Occari, Tattara e Volpe, 1997; Tattara e Volpe, 1999).

 

 

Info: anna.giraldo@unipd.it