La valutazione dell'impatto di interventi pubblici: metodi e studi di caso

 

Cofinanziamento MIUR 2005

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Base di partenza scientifica nazionale o internazionale

Il progetto di ricerca si inserisce nel quadro del rilievo crescente che assumono nella letteratura le analisi condotte alla scala micro -cioè su (campioni di) agenti - degli effetti di politiche pubbliche sui comportamenti e sulle condizioni dei soggetti coinvolti. I precedenti del progetto, che ne costituiscono anche una significativa base di partenza, sono in quattro programmi di ricerca cofinanziati dal MURST/MIUR, coordinati da Ugo Trivellato: 1997, "Lavoro e disoccupazione: questioni di misura e di analisi"; 1999, "Occupazione e disoccupazione in Italia: misura e analisi dei comportamenti"; 2001, “Dinamiche e persistenze nel mercato del lavoro italiano ed effetti di politiche”; e soprattutto 2003, “Metodi e studi di valutazione degli effetti di politiche del lavoro, di aiuto alle imprese e di welfare”. 

Il presente progetto, pur configurandosi come la naturale prosecuzione di quello in corso, presenta un ridisegno significativo del gruppo di ricerca, una autonoma caratterizzazione e chiari tratti distintivi, come risulta dalla descrizione del programma.

Il nucleo unificante è rappresentato:

  1. dallo sviluppo di un quadro metodologico centrato sulla valutazione d’impatto, comune ai progetti delle singole unità, e

  2. da esercizi di valutazione dell’impatto di selezionate politiche del lavoro, della formazione, di sostegno alle imprese e di welfare.

La base scientifica di partenza del progetto è delineata dando innanzitutto rilievo all’esperienza di ricerca dei coordinatori delle Unità di Ricerca. Si richiama poi, brevemente, lo stato dell’arte in tema di metodi di valutazione dell’impatto di politiche. Si limitano, invece, all’essenziale i riferimenti ai contributi presenti in letteratura (per dettagli al riguardo, si rimanda ai modelli B delle UR).

Enrico Rettore, professore ordinario di Statistica Economica, si occupa di questioni di misura e analisi del mercato del lavoro italiano dalla seconda metà degli anni '80. In particolare, con riferimento ai precedenti rilevanti per il presente progetto, dai primi anni '90 ha focalizzato l'attività di ricerca sulla disoccupazione e sui suoi aspetti dinamici, nell'ambito di vari progetti finanziati dal MURST e dal CNR. Ha quindi partecipato ai programmi cofinanziati dal MURST/MIUR nel 1997, 1999, 2001 e 2003 incentrati sulle seguenti direzioni di ricerca: (a) utilizzo di Netlabor, il sistema informatizzato sul lavoro dei Centri per l'impiego; (b) estensione delle analisi dinamiche all'insieme dei flussi nel mercato del lavoro e alle interrelazioni fra lavoro e povertà; (c) monitoraggio e valutazione di politiche attive del lavoro. La pertinenza del tema (c) rispetto al presente progetto è evidente. Ma sono in larga misura pertinenti anche le altre due direzioni di ricerca, quando si consideri il rilievo cruciale che ha il reperimento di informazioni appropriate, in particolare di dati longitudinali, per esercizi di valutazione delle politiche (si veda, tra i tanti, Moffitt, 1991). 

L’UR di Firenze è diretta da Fabrizia Mealli, Professore Straordinario di Statistica presso la Facoltà di Scienze Politiche, Università degli Studi di Firenze. Dottore di ricerca in Statistica Applicata presso il Dipartimento di Statistica, Università degli Studi di Firenze. Nel 1993 e 1994, è stata presso il Dipartimento di Economia Applicata (Università di Cambridge, GB) e di Economia (Università di Leicester, GB), lavorando a progetti di ricerca riguardanti la valutazione del British Youth Training Scheme. Nel 2001 è stata Visitor presso il Dipartimento di Economia della UCLA (USA), e nel 2002 è stata Visiting Associate Professor of Statistics presso il Dipartimento di Statistica della Harvard University (USA), dove ha tenuto con il prof. Donald Rubin il corso di Inferenza Causale e collaborato a diversi progetti di ricerca in questo ambito.
Gli interessi di ricerca includono: metodi per l'inferenza causale, valutazione di programmi, tecniche di stima anche basate su simulazioni, metodi statistici in presenza di dati mancanti, modelli e metodi per l'analisi di dati di transizione e dati gerarchici. E' stata consulente nell'ambito del progetto di ricerca finanziato dal CNVSU per la valutazione degli interventi per il Diritto allo Studio. E' stata membro del gruppo di ricerca per il progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e Politiche Sociali su "Il lavoro interinale come canale di accesso al lavoro a tempo indeterminato". Ha partecipato al progetto Understanding Children's Work (ILO, UNICEF, WB), in particolare per l'analisi delle determinanti e degli effetti del lavoro minorile in Guatemala e in Ghana. Ha partecipato a tutte le convenzioni di ricerca tra Dipartimento di Statistica dell'Università di Firenze e la Regione Toscana per il monitoraggio e la valutazione della Formazione Professionale.


L’UR del Piemonte Orientale è diretta da Daniele Bondonio, Ph.D. presso la Heinz School of Public Policy and Management, Carnegie Mellon University.
Borse di studio e riconoscimenti:
° National Science Foundation, Washington D.C., Doctoral Dissertation Research GranT.
° U.S. Department of Housing and Urban Development, Washington D.C., Doctoral Dissertation Research Award.
° Fellowship CNR -borsa di mobilità dei ricercatori,
° Fellowship ICER-International Center for Economic Research, borsa di ricerca per progetti di interesse statistico e economico.
° Compagnia di Sanpaolo, "Luciano Jona" Fellowship.
E’ Professore Associato di Statistica Economica. Visiting professor presso la Heinz School of Public Policy and Management, Carnegie Mellon University (2001 e 2003), presso la quale ha svolto ricerche e tenuto corsi. Si occupa in particolare di valutazione dell’impatto dei programmi di incentivo allo sviluppo economico. Tra i suoi lavori sono da segnalare numerosi contributi in tema di valutazione dell’impatto occupazionale di interventi di sostegno alle imprese nelle aree di declino industriale.

L’UR di Salerno è diretta da Sergio Destefanis, Ph. D. presso l'università di Cambridge, UK, professore straordinario di economia politica. Ha vinto il premio Tarantelli per il miglior paper presentato alla Riunione scientifica del 1995 dell'Associazione Italiana degli Economisti del lavoro(AIEL). Nel 1999 e nel 2004 è stato visiting professor all'Università di Santiago de Compostela, Spagna. Nel 1998 e nel 1999 è stato coordinatore (con Marco Musella) della ricerca su "Settore nonprofit e disoccupazione", finanziata dalla Fondazione Italiana per il Volontariato. Nel 1999 il suo lavoro Esportazioni, vincolo di offerta e sviluppo locale, un'analisi su dati regionali (scritto con Salvatore D'Acunto e Marco Musella) ha vinto il premio Banco di Napoli per la migliore ricerca innovativa sull'economia del Mezzogiorno. Nel 2001 ha partecipato al Gruppo di Lavoro della Commissione per la Garanzia dell'Informazione Statistica per lo svolgimento della ricerca su "Impegni connessi a indicazioni comunitarie nell'area delle statistiche del lavoro". Dal 2003 è componente del gruppo di ricerca congiunto CELPE (Salerno) - Isfol (Roma) sul mercato del lavoro del Mezzogiorno. I suoi interessi di ricerca includono l'analisi macroeconomica del mercato del lavoro, crescita e sviluppo in economie dualistiche e l'analisi quantitativa dei processi produttivi. Attualmente sta terminando una monografia sull'impatto macroeconomico della flessibilità salariale. Altri lavori recenti si concentrano sull'analisi dell'efficienza di imprese non convenzionali (comuni, organizzazioni non-profit) e sulla determinazione della produttività totale dei fattori in ambito internazionale e interregionale.

Bruno Contini, responsabile dell’UR di Torino, Professore di Econometria, Visiting Professor - University of California - Berkeley (USA), Graduate School of Business Administration and the Department of Economics; Tel-Aviv University, Economics Department; Visiting Scholar: London School of Economics.
Riconoscimenti accademici:
- Premio Saint Vincent Economia, 1993: Imprese, occupazione e retribuzioni al microscopio (con R. Revelli), Il Mulino, 1992
- Premio E. Tarantelli per la Ricerca Scientifica in Economia del Lavoro, (prima edizione 1997)
- Accademia delle Scienze di Torino, Socio Corrispondente dal 2002.
Si occupa dalla metà degli anni ’80 dello sviluppo di basi di dati per la ricerca scientifica sul mercato del lavoro a partire da archivi amministrativi, nonché di studi di dinamica dell’occupazione e delle retribuzioni. Ha concorso, con il compianto R. Revelli, all'architettura e sviluppo dell'Osservatorio INPS su Imprese, Occupazione e Retribuzioni; è stato coautore (con R. Revelli) dei primi studi sulla demografia industriale in Italia e di numerosi contributi, sia teorici che empirici, in tema di analisi dei flussi sul mercato del lavoro. Il volume di Contini e Revelli (1992) ne è una significativa testimonianza. Nel corso dei quattro programmi cofinanziati dal MIUR, già citati, ha diretto l’UR di Torino, che ha curato la progettazione e sviluppo di una database longitudinale di storie lavorative di lavoratori dipendenti di fonte INPS, lo svolgimento di numerose analisi empiriche in materia di mobilità del lavoro (vedi, tra gli altri, Contini, 2002), nonché uno studio di valutazione dei contratti di Formazione-Lavoro (Contini et al., 2002).


Venendo alle quattro aree tematiche del progetto (vedi sez. 2.1), si richiama brevemente la base di partenza scientifica in tema di metodi di valutazione dell’impatto di politiche. Come anticipato, per le politiche oggetto degli studi di caso si danno soltanto sintetici ragguagli ai contributi presenti in letteratura, ai quali il presente progetto intende ricollegarsi (per quanto non siano già evidenti dai riferimenti bibliografici ai lavori del gruppo di ricerca).

(A) VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DI POLITICHE: ASPETTI METODOLOGICI
La questione dei metodi per valutare l’impatto di politiche si colloca entro la più generale problematica di come stabilire relazioni di causa-effetto a partire da studi osservazionali: una lucida presentazione è in Holland (1986); vedi anche Rosenbaum e Rubin (1983). In estrema sintesi, il punto cruciale riguarda la necessità di controllare i fattori “confounding”, e insieme la difficoltà di farlo per i problemi posti dall’eterogeneità non osservata tra i soggetti e dalla distorsione da selezione nell’allocazione dei stessi a diversi livelli o modalità del fattore del quali si è interessati a verificare/stimare l’influenza causale (nel caso più semplice di un intervento caratterizzabile in termini di presenza/assenza, nell’allocazione ai due gruppo di ‘trattamento’ e di ‘confronto’).
Nell’arco degli ultimi vent’anni, gli apporti della letteratura statistica ed econometrica in tema di valutazione dell’impatto di politiche, così come gli studi empirici al riguardo, sono stati assai significativi. Lo stato dell’arte è ben riassunto dalle monografie di Manski (1995), Mohr (1995) e Rosenbaum (2002) e nei saggi di Angrist e Krueger (1999), Heckman, Lalonde e Smith (1999) e Blundell e Costa-Dias (2000).
Gli sviluppi recenti sottolineano la preferenza per metodi di valutazione ‘non parametrici’: cioè a dire, metodi che non poggiano su forti, sovente arbitrarie, assunzioni circa la forma funzionale di modelli matematici chiamati ad approssimare il processo in questione, e sono quindi in grado di produrre inferenze ‘robuste’. Tipicamente, l’impiego di tali metodi richiede la disponibilità di ricche basi di dati – micro e longitudinali –, sia sui soggetti ‘trattati’ sia su un appropriato campione di ‘confronto’ (per una recente riflessione sulle connessioni fra metodi di valutazione e base informativa disponibile, con riferimenti al contesto italiano, vedi Rettore, Trivellato e Martini, 2002).
Se si guarda alla situazione italiana, il quadro è meno positivo. Non mancano certo positive eccezioni (per le politiche sulle quali il presente progetto intende condurre esercizi di valutazione, vedi gli studi empirici – peraltro non numerosi – citati nel seguito, e più ampiamente nei modelli B delle UR). Mo lo stato dell’arte è largamente insoddisfacente. La carenza di conoscenza sull’impatto di politiche pubbliche riguarda anche quelle finanziate con Fondi dell’UE, che pure sono state affiancate da un impegno – e da un investimento di risorse – specificamente mirato a quella che è stata chiamata la loro “valutazione”. A ben guardare, tuttavia, nella pratica dei Fondi dell’UE la valutazione è stata intesa prevalentemente nel senso di un’attenta rendicontazione di quanto speso e realizzato (per le politiche della formazione, ad es., vedi Isfol, 2001). Questa pratica, giustificata dal punto di vista dell’“accountability” nell’uso dei fondi, è molto meno utile per generare conoscenza sull’efficacia di queste politiche nel determinare i cambiamenti desiderati.
La carenza di conoscenza sull’impatto delle politiche pubbliche è, poi, ancora maggiore per politiche del lavoro, di sostegno alle imprese, di welfare definite e finanziate interamente a livello statale o regionale o locale (fatte salve le eccezioni alle quali si è accennato sopra). In parecchi casi, anzi, per queste politiche il supporto informativo/conoscitivo risulta ancora più scarno. anche in termini di semplice monitoraggio delle modalità di svolgimento e di rendicontazione di spesa e realizzazioni (per ricognizioni in tema di politiche del lavoro, vedi Rettore e Trivellato, 1999, e Rettore, Trivellato e Martini, 2002).
In questa luce, un non secondario motivo di interesse del presente progetto sta nel fatto che esso si propone di produrre una solida evidenza empirica sull’efficacia di un selezionato insieme di politiche, nonché sulle basi informative che debbono/possono essere approntate per condurre credibili esercizi di valutazione. Il progetto può quindi offrire elementi utili per: (i) (ri)disegnare politiche pubbliche negli ambiti investigati, avendo imparato dall’esperienza; (ii) approntare, sin dall’avvio delle politiche, protocolli di rilevazione delle informazioni adeguati per il loro monitoraggio/valutazione; (iii) favorire comportamenti dei principali attori – policy makers, gestori delle politiche, agenzie/analisti incaricati della valutazione – che migliorino le capacità di disegno e di valutazione delle politiche, e in definitiva l’efficacia di interventi pubblici.

(B1) VALUTAZIONE DI ALCUNE POLITICHE DEL LAVORO
I riferimenti essenziali per le politiche del lavoro delle quali il gruppo si occuperà sono: nella letteratura internazionale, Snower (1994), Calmfors e Lang (1995), Heckman, Lalonde e Smith, (1999); a livello di studi nazionali, Brunello e Miniaci (1997), Rettore e Trivellato (1999), Contini et al. (2002), Paggiaro e Trivellato (2001) e (2002), Rettore, Martini e Trivellato (2002), Cipollone e Guelfi (2003).

(B2) VALUTAZIONE DI ALCUNE POLITICHE DI SOSTEGNO ALLE IMPRESE
Le politiche di aiuto alle piccole e medie imprese nelle aree “Obiettivo 2” dell’UE sono per molti aspetti simili alle esperienze statunitensi delle “Enterprise Zones” e delle “Empowerment Zones”, (Greenbaum e Bondonio 2003). Tali politiche sono state valutate con metodi di analisi che approssimano le condizioni della valutazione sperimentale sfruttando situazioni di variabilità esogena (ad es., Papke, 1994; Boarnet e Bogart, 1996; Greenbaum e Engberg, 2000; Bondonio e Engberg 2000; Bartik 2002).
Quanto agli interventi di incentivazione degli investimenti, alcuni studi hanno fatto riferimento alle politiche di sostegno delle imprese nel Mezzogiorno e nelle altre aree depresse (ad es., Pellegrini, 1999; Ministero dell’Industria, 2000a; Bondonio, 2002). Altri studi si sono interessati agli effetti degli incentivi in R&S (Ministero dell’Industria, 2000b); altri ancora agli effetti di diverse tipologie di incentivi sulle caratteristiche reali e finanziarie delle imprese (Bagella e Becchetti, 1998).

(B3) VALUTAZIONE DI ALCUNE POLITICHE DI WELFARE
Le politiche di welfare delle quali il gruppo si occuperà non sono ancora state, ad oggi, oggetto di valutazione d’impatto. Considerazioni generali rilevanti per gli studi in programma, vuoi di analisi del contesto nel quale le politiche operano, vuoi di analisi delle finalità e delle caratteristiche delle politiche stesse sono in Saraceno (2002), Gauthier (2001), Kohler, Billari e Ortega (2002), Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali 2002). Una recente, interessante analisi degli effetti di politiche sociali sull’occupazione e sulla dipendenza dal welfare è in Bolvig, Jensen e Rosholm (2003).

 

 

Info: anna.giraldo@unipd.it